Il futuro dei luoghi lucani, di F.S. Di Gregorio
Nonostante il prezioso
patrimonio artistico, architettonico
archeologico e paesaggistico, dal
punto di vista turistico la provincia di Matera è meno nota di altri luoghi.
Appartiene a quelle aree che qualcuno ha definito "Mediterraneo interiore".
Il nostro è un territorio turisticamente invidiabile, ma purtroppo ha
un'infinità di masserie e patrimonio edilizio nei borghi medioevali
abbandonate. Più volte ho
sensibilizzato, mediante sia articoli che incontri con autorità locali, alle
problematiche legate alla tutela del paesaggio e sostenibilità edilizia,
facendo leva su un'infinità di iniziative, che però non sono riuscite ad
incidere sulla realtà.
Eppure svuotare
con intelligenza le coste, costituendo un gemellaggio con i paesi interni, per
riportare le persone nell'entroterra, nei borghi, nelle masserie, sistemando le
strade togliendo le buche, restaurando i paesaggi, ripulendo i torrenti, i
fiumi è sinonimo di sviluppo sostenibile, è un'azione fortemente legata alla
valorizzazione, e conservazione del territorio.
Gli strumenti operativi e
finanziari a sostegno di queste operazioni ci sono state e sono diverse (GAL,
FEF etc.), ma la qualità organizzativa e gestionale ha lasciato e lascia molto
a desiderare, perché vi è stata una scarsa integrazione delle iniziative e
degli interventi previsti, una limitata coerenza esterna delle strategie
locali, una insufficiente mobilitazione delle risorse nelle aree più marginali
e partecipazione degli operatori locali. L' obiettivo della sostenibilità nel
medio-lungo periodo non potrà essere
raggiunta senza una totale condivisione (non solo politica) del processo e
delle scelte.
Ci sono state insomma, come più volte sottolineato molti mesi
addietro, tutte le carte in regola perché la vicenda dei finanziamenti europei
etc., si trasformassero da mezzo importantissimo per lo sviluppo economico e
sociale dei soggetti coinvolti, in una tribolata telenovela dal finale
tutt'altro che scontato. Sembra incredibile che in questo momento di crisi, si
inducano imprenditori privati, professionisti a retrocedere dagli investimenti
sociali, solo perchè alcune azioni di sostegno all'economia locale non sono
correttamente studiate, organizzate e gestite. Tutto gira intorno alla politica
e/o al politico di turno, in danno ad uno studio serio di sostenibilità e
sviluppo del territorio.
La valorizzazione turistica attraverso la
residenzialità nei borghi ( Rabatana di Tursi, Terra vecchia di Montalbano
J.co, il dirupo di Pisticci, Craco
vecchia, Valsinni, Colobraro, San Giorgio etc.) potrebbe essere un'azione
concreta di sviluppo sostenibile, erogando attraverso appositi bandi, fondi per
il recupero di strutture abbandonate di particolare spessore culturale come ad esempio il palazzo De Giorgis a
Tursi, con l'obiettivo di rideterminarne le funzioni legate allo sviluppo
economico, occupazionale e turistico. Il problema, quindi, non è solo
l'operazione di riqualificazione del bene, ma è farlo diventare un elemento di
plusvalore per la comunità.
E' necessario utilizzare molta manodopera, sia per
la fase di ricerca (archivistica, iconografica, tipologica) sia per gli aspetti
esecutivi (architetti, imprese di costruzioni ecc), oltre all'indotto nella
fase successiva: enogastronomia, turismo, manutenzione del territorio, rilancio
delle produzioni agricole tipiche. Ma è soprattutto necessario che i politici,
che andranno a sedere nel prossimo consiglio regionale, credano e pensino
esclusivamente allo sviluppo del territorio e non a quello del proprio
elettorato e/o partito. Il futuro dei luoghi sta nell'intreccio di azioni
personali e civili.
Per evitare l'infiammazione della residenza e le chiusure
localistiche occorre abitarli con intimità e distanza, questo vale per i
cittadini e più ancora per gli amministratori. Bisogna intrecciare in ogni
scelta importante competenze locali e contributi esterni. Intrecciare politica
e poesia, economia e cultura, scrupolo e utopia.
Francesco Silvio Di
Gregorio, architetto.
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