La neve a Ciaulina di A. LOSTAGLIO
Quando cade la prima neve sul Vulture, se tocca Ciaulina,
arriverà presto anche a Rionero. E con essa il pericolo dei lupi. "Ha fatto la
neve a Ciaulina?" chiedeva Beniamino Placido, assente dalla sua Rionero, di cui
serbava il ricordo indelebile oltre che l'accento.
Lo scrittore rammentava i
racconti del focolare, le nevicate abbondanti di un tempo con le gallerie di
ghiaccio scavate sui solchi delle strade. Il senso dei lucani per la neve, e
quella casetta sulla collina ai piedi della montagna più alta, un tempo rifugio
di briganti e mandriani. Case piccole di un tempo laddove Borges ci ricorda che
"Ogni dimora è un candelabro dove
ardono in appartata fiamma le vite."
Quelle esistenze di un tempo remoto quando il Natale era
l'odore dei mandarini. Quando tutto dicembre era il "mese di Natale" specie per
quelle persone andate via per trovar fortuna altrove, e che a Natale
maggiormente sentivano l'aria pesante di non essere fra quelle pietre della
loro infanzia. Lontana ormai, e immerse nei consumi e nei frastuoni, che una
epoca apparentemente moderna ci relega al "bisogno" del regalo, tanto per
sentirci presenti.
La neve a Ciaulina ci fa convenire ad un tempo che arriva da
lontano, come i Re Magi d'oriente, un tempo che odora di nostalgie mai del
tutto sopite, col senso di una vita che, specie a Natale, apre spiragli
interiori, quelli che un anno intero si lascia sfuggire. E c'è una ballata
irlandese (l'ha invocata di recente mons. Ravasi) che ci rammenta del tempo,
quello che scompare per colpe ignote, e che non sappiamo traguardare.
"Trova il tempo per riflettere, perché è fonte di energia. /
Trova il tempo per il gioco: è il fiorire della giovinezza. / Trova il tempo
per i libri, fondamenta del sapere. / Trova il tempo di essere amabile: è una
via della felicità. / Trova il tempo per sognare: salirai verso le stelle. / Trova
il tempo per amare e godrai la gioia della vita. / Trova il tempo per pregare:
è la musica dell'anima."
Forse è proprio la preghiera che manca, non quella che viene
recitata talvolta come una cantilena, ma quella che fa riscoprire il senso
della neve che uniforma il paesaggio, che fa sentire caldo anche il fumo del
camino, e che un racconto vale più di ore elettriche davanti alla tivu. Forse
davvero non c'è più tempo di sognare.
Armando Lostaglio
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